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Le responsabilità degli operatori di polizia conseguenti gli aspetti valutativi nella ricostruzione della dinamica del sinistro stradale

Il sinistro stradale è un evento dannoso, spesso accidentale, che si verifica sulla strada o nelle sue pertinenze. È determinato da una condotta inadeguata posta in essere da una o più persone che, alla guida dei veicoli, come pedoni o nell’utilizzo delle cose, creano turbativa alla normale circolazione stradale, tanto da provocare danni alle cose, lesioni o morte a persone o animali. Il comportamento può consistere in un’azione oppure in un’omissione, come ad esempio il mancato soccorso.

L’attività svolta dagli operatori di polizia intervenuti in occasione di un sinistro stradale è particolarmente complessa, poiché interessa molteplici settori: dal soccorso all’attività di polizia giudiziaria, attraverso una serie di accertamenti tecnici, alcuni dei quali particolarmente specialistici.

La ricostruzione della dinamica

Le attività sul teatro di un sinistro stradale, finalizzate alla ricostruzione della dinamica, si possono riassumere in articolati passaggi mirati all’accertamento dei reati e/o delle violazioni amministrative. Ne deriva che, tramite il rilevamento dell’incidente stradale, gli operatori di polizia devono inoltrare all’Autorità Giudiziaria una notizia di reato (CNR) per quanto di competenza penale, e al prefetto, per quanto di competenza amministrativa, tutti gli elementi utili all’adozione dei consequenziali provvedimenti. Due sono quindi gli aspetti che ineriscono la ricostruzione della dinamica:

  1. La raccolta di elementi oggettivi
  2. La valutazione degli elementi (attività soggettiva)

La raccolta di elementi oggettivi

Ciò che viene riprodotto e costituisce oggetto dell’attività di chi rileva un sinistro è solo la fase statica del sinistro stesso. Eventuali considerazioni sulla dinamica e sulle responsabilità dei conducenti coinvolti non rientrano nella stretta competenza della polizia stradale, ma spettano esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa. Sicuramente, la polizia intervenuta riporta i fatti come “persona informata” e non come Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU). Sostanzialmente, gli operatori svolgono un ruolo di conoscenza dei fatti in quanto intervenuti.

  1. Primo intervento: gli operatori di polizia sono spesso i primi ad arrivare sulla scena di un incidente stradale. Devono assicurarsi che la zona sia sicura per loro stessi, per le vittime e per gli altri utenti della strada. Devono anche prestare assistenza medica immediata, se necessario, e coordinare l’arrivo di soccorsi aggiuntivi.
  2. Raccolta di informazioni: gli operatori devono raccogliere tutte le informazioni disponibili sulla scena dell’incidente, inclusi i dati sui veicoli coinvolti, le informazioni personali dei conducenti e dei testimoni, le condizioni meteorologiche e stradali, e le segnalazioni di semafori o segnaletica stradale.
  3. Fotografie e documentazione: gli operatori devono documentare la scena con fotografie e appunti dettagliati. Questi documenti possono essere cruciali nelle fasi successive dell’indagine e possono essere utilizzati come prove in caso di procedimenti legali.
  4. Intervista ai testimoni: gli operatori devono intervistare i testimoni per ottenere una comprensione completa della dinamica dell’incidente. Queste testimonianze possono aiutare a chiarire eventuali punti di contesa e fornire ulteriori dettagli sulla sequenza degli eventi.
  5. Esame dei veicoli: gli operatori devono ispezionare i veicoli coinvolti per individuare eventuali danni o difetti meccanici che potrebbero aver contribuito all’incidente.
  6. Rilevamento dell’alcol e delle sostanze stupefacenti: Se c’è il sospetto che l’incidente sia stato causato da guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, gli operatori devono effettuare i test necessari.
  7. Stesura del rapporto di incidente: gli operatori devono compilare un rapporto dettagliato sull’incidente, includendo tutti i dati raccolti e le conclusioni iniziali sulla dinamica dell’evento.
  8. Collaborazione con esperti: in casi più complessi, gli operatori possono collaborare con esperti forensi, ingegneri del traffico o altri professionisti per ottenere una valutazione più approfondita della dinamica dell’incidente.

La valutazione degli elementi (attività soggettiva)

Le attività svolte dagli operatori di polizia sul luogo del sinistro sono di fondamentale importanza per una corretta ricostruzione dell’incidente e per garantire che la giustizia sia fatta in caso di procedimenti legali. Ci sono aspetti relativi alla ricostruzione della dinamica del sinistro stradale che potrebbero comportare, senza una assoluta consapevolezza, una valutazione soggettiva sul piano dell’interesse che potrebbe rivestire in sede di dinamica quel dato oggettivo. Sono elementi su cui si opera una “considerazione soggettiva” piuttosto che una rappresentazione oggettiva.

Ci sono aspetti relativi alla ricostruzione della dinamica del sinistro stradale che potrebbero, infatti, comportare, senza una assoluta consapevolezza, una valutazione soggettiva sul piano dell’interesse che potrebbe rivestire in sede di dinamica quel dato oggettivo. Sono elementi su cui si opera una “considerazione soggettiva” piuttosto che una rappresentazione oggettiva.

Abbiamo rappresentato in basso una immagine che descrive un attraversamento pedonale: è possibile affermare, in questo caso, che la segnaletica orizzontale, di “attraversamento pedonale“, sia assente perché non integralmente visibile e che quindi il pedone non goda del diritto di precedenza? Questo è un chiaro esempio di considerazione soggettiva.

Per evitare valutazioni soggettive durante l’acquisizione dei dati, è bene chiamare e descrivere le cose come appaiono realmente: ad esempio, si tratta di un attraversamento parziale, poco visibile, con tracce di vernice mancanti, ecc. Questa è la valutazione meramente oggettiva.

In ambito valutativo, circa la ricostruzione della dinamica, si considererà visibile o meno per un utente quell’attraversamento pedonale e su quella base si potrebbe propendere per una contestazione della rispettiva violazione. In questo caso, la violazione non falsa la realtà oggettiva, ma nasce su una ipotesi ricostruttiva su cui terzi possono concordare o meno. Cosa differente è l’affermazione che quell’attraversamento era inesistente. In realtà, è parzialmente visibile, non integro, ma di fatto c’è una traccia della sua esistenza reale.

In conclusione, è importante distinguere tra l’accertamento oggettivo e l’aspetto valutativo concernente una situazione, anche relativa alla segnaletica stradale. Si risponde responsabilmente per quelle affermazioni basate su elementi oggettivi, circa l’esistenza o meno di un elemento, ma non del peso che quell’elemento abbia avuto nell’accadimento. Quest’ultima è meramente valutativa.

Altro esempio potrebbe riguardare l’accertamento della copertura assicurativa. In fase di rilievo di un sinistro stradale, si risponde di un’omissione d’atti d’ufficio qualora non si proceda all’accertamento e contestazione della violazione. Qui, l’attività non poggia su una valutazione dell’operatore di polizia, poiché la mancanza di copertura assicurativa è un fatto oggettivamente rilevabile interrogando la banca dati. Diversa è la valutazione di una violazione di natura ricostruttiva, poiché si basa su ipotesi valutative circa lo svolgimento dei fatti e le rispettive responsabilità dei protagonisti.

Solo quando si ha l’assoluta convinzione è bene procedere all’attività sanzionatoria postuma; in caso contrario, è meglio astenersi.

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