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Transizione Digitale: le resistenze al cambiamento

La Transizione Digitale si può identificare in un processo, per fortuna irreversibile, che seppur lentamente e con qualche arresto temporaneo, ha comunque prodotto, attraverso un cammino bradipale che non ha permesso di far notare il cambiamento già in atto da tempo, un miglioramento delle attività delle P.A. in termini di efficienza e migliore accesso del cittadino ai servizi.

Gli ostacoli al cambiamento

Non è puntuale parlare di ostacolo poiché si tratta, più che altro, di un rallentamento del processo che di per sè non può essere arrestato. L’avvento di internet e dei Personal Computer, che hanno radicalmente modificato anche le nostre connessioni, in tutti gli ambiti relazionali, persino nei rapporti interpersonali, non poteva non varcare la soglia per entrare nelle attività di polizia. Quindi, parleremo di quei fattori che rallentano il processo di innovazione digitale e per concludere di quelle che sono i passaggi normativi e le strategie messe in campo dall’Apparato Statale per superare questi ostacoli.

  • L’età media dei dipendenti pubblici
    • è molto alta nel nostro Paese: in molti superano i 50 anni d’età, dati che a partire dal 2017 mostrano anche un nuovo incremento. Questa variabile è importante perché presuppone, oltre la carenza di conoscenze informatiche, anche una assuefazione all’attuazione di una prassi ormai consolidata e sperimentata nel tempo, che in quanto abitudinaria è dura a morire. Quindi, per abitudine, per inerzia, per mancanza di volontà poiché il cambiamento richiede delle energie che non si è inclini a spendere a questa età, l’innovazione non è appetibile nonostante i benefici: rapidità di esecuzione, riduzione delle attività manuali, risparmio della carta, in pratica con una sola azione si matura un fascicolo digitale con il conseguente possibile accesso del cittadino alla pratica senza che ci siano addetti dedicati a produrne le copie.
  • Spesso le persone sono restie al digitale
    • perchè non lo considerano un’opportunità: quell’impegno iniziale da dedicare alla conoscenza di nuovi processi viene considerato superfluo, non necessario al risultato che si vuole ottenere. Il tutto maturato a fronte di un pregiudizio necessario a permanere nella comfort zone.
  • Scarsa preparazione
    • un processo prima di divenire digitale deve funzionare a dovere nella sua struttura “analogica”. Solo così il processo può migliorare con l’innovazione digitale. Pertanto, può capitare che l’innovazione sia ostacolata da processi non ottimali la cui trasformazione in digitale ne evidenzia le carenze

PNRR: OBBLIGO O OPPORTUNITA’ ?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è impostato su tre assi strategici, che sono ovviamente di indirizzo Comunitario:

  • – la digitalizzazione e l’innovazione;
  • – la transizione ecologica;
  • – l’inclusione sociale.

La digitalizzazione e l’innovazione

non sono una facoltà nella P.A., rappresentano un obbligo giuridico con delle precise finalità:

  1. assicurare la qualità e la trasparenza dell’attività amministrativa

2. migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese

3. procedere alla costante e progressiva semplificazione e reingegnerizzazione dei processi anchein materia di diritto di accesso”.

OBBLIGO di EFFICIENTAMENTO DELLA P.A.

Il PNRR rappresenta, quindi, un documento di programmazione importante, non solamente per i possibili finanziamenti comunitari che lo sostengono, ma perché è il principio ispiratore di una SERIE DI RIFORME richieste per le P.A. europee. Tra queste riforme compare il “pilastro digitale” che comprende la RAZIONALIZZAZIONE E LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, nonché lo sviluppo dei servizi pubblici per renderli più performanti.

Il d.l. n. 80/2021 ed il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) chiamato anche “decreto reclutamenti”, conv. nella l. 6.8.2021, n. 113 nasce con l’obiettivo di consentire l’attuazione delle riforme previste nel PNRR. Questo Piano è supportato da una serie di stanziamenti di fondi che verranno erogati dalla Commissione Europea a condizione che si avviino nel nostro Paese e si realizzino le riforme programmate, alle quali la P.A. italiana non può certo essere estranea.

Le Competenze Digitali

Il DL 81/21 cerca di porre rimedio alla situazione di una P.A. restia al cambiamento a causa dei dipendenti che vogliono permanere nella comfort zone. Per le cause che abbiamo già sopra evidenziato che si punta alla ricerca di figure tecniche specializzate chiamate a ricoprire certi ruoli professionali particolari e alla formazione.

Il 2° decreto legge: (DL n. 36/2022 Conv. LEGGE 29 giugno 2022, n. 79) provvede al completamento della riforma del pubblico impiego che si concluderà entro il 30 giugno 2023, prevedendo che nelle assunzioni si faccia  «… particolare riferimento all’insieme di conoscenze, competenze, capacità e attitudini del personale da assumere, anche per sostenere la transizione digitale ed ecologica della Pa.» e «Per assicurare la piena attuazione degli interventi di transizione inclusi nel Pnrr legati al superamento dell’emergenza formativa digitale, ecologica e amministrativa dei dipendenti della P.A., è assegnato a Formez PA un contributo di 60 milioni di euro». Inoltre, si pensa al Rafforzamento della Scuola Nazionale dell’Amministrazione proprio allo scopo di migliorare le competenze dei dipendenti pubblici.

Obbligo di alfabetizzazione digitale

Attraverso la formazione, quindi, quale rimedio al gap digitale, il personale coinvolto nei processi di transizione digitale, dovrà giungere (o possedere se si tratta di nuova assunzione) ad acquisire:

  • una completa alfabetizzazione digitale
  • conoscenze tecniche e trasversali che si rivelano indispensabili per poter affrontare le diverse problematiche che si trova dinanzi.

anche attraverso la programmazione dei percorsi formativi, le progressioni di carriera, la formazione culturale sono alla base dell’incentivo alla digitalizzazione.

Ecco perché il processo non potrà arrestarsi: è un cambiamento necessario, obbligatorio ed in atto!

PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI sulla Transizione Digitale

Decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, Legge 11 settembre 2020, n. 120, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”

il Decreto-legge del 31 maggio 2021, n. 77, convertito in legge 29 luglio 2021, n. 108, recante: «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure»;

il DL 9 giugno 2021, n. 80, convertito in legge 6 agosto 2021, n. 113, recante: «Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia»;

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