La “sicurezza nei luoghi di lavoro” in “Infortunistica Stradale”

La parola “sicurezza”, adottata dalla associazione “IPS” nella propria denominazione, in quanto fattore importante delle finalità sociali della stessa, assume diversi aspetti a secondo della materia e delle attività di interesse della polizia pubblica (Polizie Locali e Statali) e privata (GPG, Agenzie Investigative, attività autonome professionali, etc.), ma con dei significati, in cui sono racchiusi due concetti che in inglese vengono indicati sinteticamente con le parole, Security e Safety: Il primo comprende le misure di protezione collettiva e individuale da azioni o eventi diretti a creare danni alla incolumità delle persone; il secondo riguarda le misure di prevenzione atte a mantenere alta la qualità della vita.

Le misure generali obbligatorie di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, sono dettate dal vigente D. Lgs. 81/2008. Pertanto è indispensbile che i datori di lavoro, i dirigenti, i preposti e i lavoratori ricevano in merito le utili istruzioni, le necessarie informazioni, un’adeguata e idonea continua formazione.

Qui ci occuperemo oggi della sicurezza stradale e, quindi della sicurezza in infortunistica stradale e delle buone prassi operative da osservare nel rilevamento degli incidenti stradali.

Il tema della “Sicurezza nei luoghi di lavoro”, per il servizio di  polizia stradale, è abbastanza articolato e particolare, trattandosi la strada il luogo in cui vengono svolte la maggior parte delle attività e per la maggior parte della durata del servizio.  La strada, come luogo di lavoro, è davvero particolare: non sempre è la stessa e nelle medesime condizioni, purtroppo: a volte, non idoneamente illuminata e sicura (si pensi al caso dei rilievi dei sinistri in orario notturno, in strade scarsamente illuminate, in tratti curvilinei, in condizioni climatiche avverse come la pioggia intensa, la nebbia, la neve, ecc. A tal proposito leggasi la delibera n. 68/2016 della sezione regionale Liguria della Corte dei conti: http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/liguria/pareri/2016/delibera_68_2016.pdf).

La strada quale luogo di lavoro, si sa, non può essere scelta, per sentirsi più al sicuro: si è obbligati ad intervenire ovunque si abbia competenza e comunque essa si presenti.

Per questa ragione, occorre analizzare l’aspetto della “sicurezza“, nel luogo di lavoro “strada”, in generale, preliminare non solo alla circostanza del rilievo tecnico dell’incidente stradale, ma  come specifica disposizione da attuarsi,  in ogni circostanza, durante un qualunque intervento:

si chiama “procedura di sicurezza”, o “work safety”

 

Nell’infortunistica stradale, il fattore “visibilità” è senza dubbio un elemento determinante nell’ambito della sicurezza, sia con riferimento all’uso di dispositivi di segnalazione visiva destinati a rendere maggiormente visibile l’area del sinistro, e a catturare l’attenzione degli utenti mediante lampeggianti o segnalatori e pannelli di avviso luminosi, sia in relazione all’uso di dispositivi di protezione individuali destinati ad incrementare la visibilità personale dell’operatore di polizia intervenuto.

In questo senso, anche la scelta della posizione di sosta del veicolo di servizio, che si è costretti ad abbandonare nella maggior parte dei casi, per espletare gli atti necessari sul teatro del sinistro, è quantomai cruciale, perché potrà incidere sulle successive fasi operative in maniera diversa, a seconda del tipo di intervento, e non potrà in nessun caso considerarsi ininfluente ai fini del risultato complessivo. Il veicolo di servizio, infatti, potrà trasformarsi in un utile supporto alle operazioni oppure ridursi ad un ostacolo fino a costituire, di per sé, un pericolo aggiuntivo, in relazione all’ oculatezza adoperata nella scelta iniziale della prima collocazione del mezzo. Anche la semplice rettifica della posizione del veicolo, in corso d’opera, potrebbe manifestarsi come causa di ritardo e di intralcio allo svolgimento dei compiti di polizia in quanto impone manovre che distolgono l’attenzione dal contenuto delle attività in essere.

In generale, quando si deve intervenire occorre disporsi in modo da:

  • PROTEGGERE l’area delle operazioni. Fondamentale, innanzitutto, procedere al presegnalamento dell’interruzione o deviazione in atto mediante collocazione di idonea segnaletica di preavviso e l’utilizzo di pannelli luminosi a messaggio, fermo restando che in situazioni di emergenza, in condizioni di scarsa visibilità, gli organi di polizia stradale dovrebbero anche impiegare le «torce a vento».
  • PREDISPORRE l’area in modo da non ostacolare l’arrivo di altri mezzi di soccorso e/o emergenza;
  • PREVENIRE ulteriori situazioni di compromissione della propria incolumità, perchè non avrebbe senso che si debba intervenire per soccorrere i soccorritori: in tal senso bisogna disporsi in modo da poter abbandonare velocemente l’area.

Durante gli interventi di emergenza e/o durante le operazioni d’intervento negli incidenti stradali, e/o di deviazione del traffico, al personale in servizio di pattuglia è indispensabile l’uso di apposito capo di vestiario in tessuto rifrangente in modo che gli operatori esposti al traffico dei veicoli possano essere agevolmente avvistati quando sono illuminati dai fari dei veicoli. Per assicurare un adeguato livello di protezione degli stessi operatori, e per garantire sufficienti condizioni di sicurezza a tutela dell’incolumità pubblica, è determinante associare l’uso di tali dispositivi di protezione individuali ad altre attività, come l’illuminazione dell’area interessata dal sinistro, al fine di agevolare sia le operazioni di soccorso che di protezione  durante i rilievi delle tracce, in particolare mediante l’impiego di un congruo numero di coni ed almeno un cartello con freccia direzionale a 45° gradi, opportunamente orientata, che indirizzino la corrente di traffico, informando sulla presenza del sinistro con messaggi variabili o pannelli.

Collocazione del veicolo

foto BergamoNews

Anche il veicolo di servizio potrebbe costituire un efficace strumento per proteggere fisicamente l’area delle operazioni dai pericoli o dagli intralci derivanti, in particolar modo, dal traffico stradale. Per raggiungere questo scopo occorre fare molta attenzione sul dove e come collocarlo. Per assolvere a questo scopo esso deve essere posizionato tra la direttrice di traffico e l’area delle operazioni, quando le caratteristiche della strada e del traffico lo consentono, disposto trasversalmente in modo che, a livello percettivo, venga facilmente notato, in quanto rappresenti un’anomalia alla consuetudine del percorso rettilineo. In altre parole, deve apparire illusionisticamente in moto; allo stesso modo, in alternativa, può essere collocato in posizione inclinata rispetto all’ ordinaria corrente veicolare, con la parte frontale rivolta verso l’area dell’incidente e la parte posteriore prospiciente il marciapiede, la banchina o il limite del margine destro della carreggiata.

Nell’ipotesi in cui l’arrivo sul posto avvenga con provenienza opposta rispetto al senso di marcia, tipico delle situazioni in cui la corsia è interdetta a causa dei veicoli incidentati o del traffico bloccato, o nel caso in cui lo spazio di manovra sia talmente ridotto da non consentire il posizionamento descritto, il veicolo potrà essere collocato sempre trasversalmente ma con la parte frontale verso la corrente di traffico sopraggiungente e la parte posteriore prospiciente il marciapiede o comunque il margine destro della carreggiata.

Alcuni ulteriori suggerimenti (perché le insidie sono sempre in agguato!): bisogna tenere a mente che la sicurezza personale è il primo bene da tutelare; per cui, si faccia sempre attenzione ad attivare  i segnali luminosi di emergenza del veicolo, evitando di mantenere portiere e cofani aperti, così da ridurre al minimo l’ingombro e per consentire la migliore avvistabilità da parte degli utenti della strada. Il veicolo deve essere frenato e le sue ruote anteriori devono essere orientate in direzione diversa dall’area delle operazioni in modo che eventuali urti non spingano il mezzo stesso sulla medesima area ove opera il personale;  inoltre, se necessita di effettuare alcune operazioni all’interno del proprio veicolo (prelevare oggetti, scrivere verbali ecc.) bisogna cercare di operare sul lato non esposto alla corrente di traffico.

Ultimo accorgimento, non meno importante: se possibile, impiegare una doppia pattuglia, specie di notte, che abbia il compito di sorvegliare il sopraggiungere dei veicoli, in modo da attrarre la loro attenzione con le luci orientate ad illuminare il più possibile l’area, come forma di presegnalamento.

Contattaci

Hai domande, desideri informazioni, inviaci una mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

©2018 IPS - I Professionisti della Sicurezza il portale di informazione e formazione dal mondo della sicurezza

or

Log in with your credentials

Forgot your details?