I dati ISTAT sulla incidentalità morti e feriti

Siamo bravi alla guida?

Secondo il presente rilascio statistico, premettendo che il campo di osservazione dell’ISTAT si è focalizzato sulla rilevazione degli incidenti stradali con lesioni alle persone verificatisi sulla rete stradale del territorio nazionale, verbalizzati dalla Polizia Stradale (intesa come organo di polizia intervenuto per i rilievi: Polizia Municipale/Locale, Polizia di Stato, Carabinieri) e che quindi non tengono conto del numero oscuro, ovvero di quei sinistri non rilevati da una forza di polizia, non c’è   da stare allegri, presentando un’inversione del trend che sembrava dirigersi, invece, in senso positivo come negli scorsi anni, specialmente per la categoria dei motociclisti.
La moto esercita un grande fascino ma…

un incidente con esso procura danni ben più gravi e soprattutto con elevati costi sociali. Un infortunio in moto costa molto di più che un infortunio in auto, bici, motorino o scooter perchè sono la tipologia dei danni che fanno lievitare i costi. Non di rado si parla di infortuni con politrauma che costa molto di più a livello di spese a carico del sistema sanitario nazionale.


Come porvi rimedio?

Tra le possibili soluzioni anche l’incentivazione del trasporto pubblico che, purtroppo, ancora soffre, sempre secondo la rilevazione ISTAT, gli italiani non riescono a fare a meno delle quattro ruote lì dove l’automobile è ancora il mezzo di trasporto privato più utilizzato per recarsi al lavoro e a scuola. Si ridimensiona l’utilizzo della bicicletta, che nel 2015 viene usata per gli spostamenti dal 2,4% degli studenti (3% nel 2014) e dal 3,5% degli occupati (4,3% un anno fa). Soprattutto in calo la soddisfazione degli utenti per i mezzi pubblici urbani. Nel 2015, usa i mezzi pubblici urbani meno di una persona over14 su quattro (24%), il 16,2% si sposta con i mezzi extra-urbani mentre il 31,3% ha preso il treno almeno una volta. Sugli aspetti della qualità del servizio come frequenza delle corse, puntualità e possibilità di trovare posto a sedere, la percentuale di utenti dei mezzi urbani che si dichiarano soddisfatti è generalmente più bassa di quella degli utenti del trasporto ferroviario o di pullman e corriere. Questa tendenza si conferma anche nel 2015: scende infatti la soddisfazione per la frequenza delle corse (da 56,6 del 2014 a 55,9%) e la puntualità dei mezzi urbani (da 54,7 a 54,3%) mentre aumenta per la puntualità di pullman e corriere (da 66,0 a 68,1%). Eppure il mezzo più sicuro per spostarsi a lavoro, secondo l’INAIL, è proprio il mezzo di trasporto urbano per eccellenza: l’autobus di linea.

(Fonte https://www.istat.it/it/archivio/192204 )

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