Il modulo per denunciare il cyberbullismo

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Se visitate il sito on line dell’Autorità Garante della Privacy, vi accorgerete che dal 24 agosto di quest’anno è disponibile un modulo per segnalare e denunciare episodi di cyberbullismo, conformemente a quanto previsto dall’art. 2, co. 2, della legge n. 71 del 29.05.2017.
La legge, compiutamente denominata “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, si sviluppa in sette articoli. Eccone i punti salienti:
a) “l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a
carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti” (art. 1);
b) ciascun minore ultraquattordicenne (o gli esercenti la potestà parentale, per i minori infraquattordicenni) che sia stato vittima di cyberbullismo, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi nella rete. Se entro 48 ore il gestore non avrà provveduto, l’interessato potrà rivolgere segnalazione o reclamo al Garante per la Privacy, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore, ai sensi dell’art. 143 del c.d. Codice della Privacy (D. Lgs. 196/2003);
c) nasce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo;
d) il MIUR adotta delle linee di orientamento, da aggiornarsi ogni due anni, per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni;
e) ogni istituto scolastico dovrà individuare, fra i docenti, un referente che coordini le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno in parola, anche con la collaborazione delle forze di polizia e delle associazioni presenti sul territorio. Verrà anche promosso un ruolo attivo di studenti ed ex studenti in attività di educazione, prevenzione e contrasto.
f) I regolamenti scolastici dovranno prevedere esplicite sanzioni disciplinari, commisurate alla gravità degli atti compiuti. Le vittime saranno sostenute e gli autori di cyberbullismo rieducati attraverso attività riparatorie e di utilità sociale.
g) Finchè non viene presentata querela o denuncia per i reati di cui agli articoli 594, 595 e 612 del codice penale e 167 del Codice della Privacy,per i minori autori di atti di cyberbullismo è previsto l’ammonimento da parte del questore.
Al seguente indirizzo, http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6732688  come accennavamo sopra, è possibile trovare il modulo di cui all’art. 2, co. 2, della legge 71/2017, ossia la segnalazione da inoltrare all’Autorità garante della Privacy nel caso in cui il titolare del trattamento dati non abbia rimosso o bloccato i contenuti vessatori sulla rete, a seguito della richiesta della vittima di cyberbullismo.
Il modulo va inviato all’indirizzo di posta elettronica: cyberbullismo@gpdp.it; esso contiene lo schema con cui il reclamante, dopo aver fornito le sue generalità, deve elencare i comportamenti integranti l’azione vessatoria nei suoi confronti (molestie, ingiurie, ricatti e altro), il sito o il social o l’indirizzo email ove questo è avvenuto, allegare tutto quanto comprovi i fatti (video, foto, screenshot) e descrivere brevemente le azioni vessatorie; infine, richiedere all’Autorità Garante della Privacy la rimozione o il blocco dei contenuti lesivi, dopo aver esplicitato che il titolare del trattamento dati, dietro richiesta, non ha provveduto a quanto prescritto in proposito.
Uno strumento in più, uno strumento utile, per una problematica delicata ed importante.

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