PA Digitale approvato il nuovo Cad: luci e ombre sulla nuova riforma

La data odierna, 10 Agosto 2016, è “l’alba formale” di una nuova Pubblica Amministrazione si spera Digitale, in quanto dovrebbe digitalizzare il suo modo “di ragionare”, lavorare e interagire con il cittadino.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Codice dell’amministrazione digitale (Cad) tra luci ed ombre e vediamo perché! Abbiamo detto “alba formale” poichè per “l’alba effettiva” bisognerà attendere il processo di attuazione che, come per tutte le forti novità che riguardano l’Amministrazione Pubblica, vede i tempi  di adeguamento che si attuano attraverso il compromesso tra il bisogno di cambiare tutto (rappresentata dal Cad) e la necessità di fare i conti con l’arretratezza delle PA (rappresentata dalla burocraticità), come è evidente anche da un rapporto BEM Research in cui viene denunciato  il notevole ritardo dell’Italia rispetto agli altri Paesi Europei: nel 2015 solo il 24% degli italiani ha interagito telematicamente con la PA (cosiddetto e-government, o e-gov) al cui triste primato fanno seguito la Romania con l’11% e la Bulgaria con il 17%, mentre invece nei restanti Paesi  l’utilizzo medio dell’e-gov si è attestato al 50% circa.

Il presente Codice si differenzia nei contenuti da quello approvato in via preliminare a gennaio, in quanto è stato sottoposto al vaglio della Commissione competente della Camera. Il 3 agosto, quest’ultima ha in effetti dato parere favorevole allo schema di decreto di gennaio, a condizione però di inserirvi 18 punti aggiuntivi ad oggi presenti.

VEDIAMO DAPPRIMA LE “LUCI” DEL NUOVO CAD:

  • Istituita la figura del commissario all’Agenda digitale (sotto la Presidenza del Consiglio), che avrà come compito quello di monitorare i progetti dell’Agenda digitale, in caso di inadempienza delle PA il commissario avrà il potere di attuarli al posto loro, coordinando le amministrazioni e i loro fornitori informatici pubblici.
  • Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale spiana la strada allo Spid, il sistema pubblico di identità digitale, per accedere ai servizi della PA e dà il via al domicilio elettronico, “l’indirizzo online” al quale il cittadino potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni.
  • Realizzazione di una “Banca dati degli obiettivi e degli indicatori delle performance”, prevedendo inoltre che tutti gli adempimenti relativi a pubblicazioni ovvero comunicazioni ad altre pubbliche amministrazioni, di dati o documenti relativi ai piani delle performance si intendono sostituiti a tutti gli effetti con la trasmissione al Portale della Performance e stabilendo misure sanzionatorie in caso di inadempienza.
  • Istituzione dei micropagamenti, prevedendo che i gestori dei servizi pubblici siano obbligati ad accettare “i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso i sistemi di pagamento elettronico” (..) “Ivi inclusi, per i micro pagamenti, quelli basati sull’uso del credito telefonico”.
  • Incentivazione dell’uso da parte dei lavoratori “di dispositivi elettronici personali, o personalizzabili di proprietà aziendale e concessi in comodato d’uso gratuito, sul posto di lavoro” aprendo di fatto incentivi allo smart working.
  • Riappare la figura del “difensore civico“, ormai scomparsa nel tempo. Dovrà essere presente in ogni amministrazione e dovrà tutelare gli interessi del cittadino e altresì garantire la terzietà, l’autonomia e l’imparzialità del difensore civico digitale, stabilendo in ogni caso tempi certi per la risposta nonché provvedimenti disciplinari in caso di mancato adeguamento”.

Abbiamo sopra elencato tutto ciò che di positivo è stato inserito nel corpo normativo, non rimane che passare alle OMBRE E ALLE OPPORTUNITÀ MANCATE.

Il 12 agosto doveva partire il piano di digitalizzazione “PA senza carta” (obbligo da parte della PA di formare tutta la loro documentazione esclusivamente e nativamente in digitale, quindi senza più utilizzare carta.), ma tutto è stato rimandato a data da definire.

Si sarebbero risparmiati 3,2 miliardi di euro l’anno

In particolare, al punto 17 del parere della Commissione competente della Camera si legge: “al fine di garantire l’aggiornamento delle regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici, si disponga la sospensione dell’efficacia del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014 per un tempo congruo all’emanazione di nuove regole tecniche pienamente conformi alle disposizioni del Codice”.

Non si stabilisce quindi una nuova scadenza, ma si dispone un rinvio a tempo indeterminato dell’efficacia delle regole tecniche. Il piano ora arenato non rappresentava solo un ulteriore passo verso l’Amministrazione Pubblica 4.0, ma avrebbe permesso di avere risparmi da capogiro: secondo le stime presentate all’ultimo Forum Pa, ricetta e fatturazione elettronica, certificati medici online, processi telematici e fascicolo sanitario elettronico permettono di far risparmiare un miliardo e 935mila fogli all’anno,  ovvero 870mila tonnellate di carta con un notevole impatto ambientale.

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