Le tecniche truffa da finto incidente stradale

Alla guida dell’auto, solitamente, si è concentrati ad osservare la via che si prospetta di fronte: dai cartelli presenti sulla careggiata, alle autovetture che ci precedono, ai possibili ostacoli che potremmo incontrare. È in questo contesto di attenzione concentrata al percorso lungo la via che non ci si può accorgere di quello che altri hanno architettato in nostro danno attraverso la

“Tecnica del finto incidente”.

Le tecniche sono diverse e ben collaudate. Sicuramente parte dalla scelta della vittima che spesso corrisponde a persone miti, docili, indifese come gli anziani che molto facilmente entrano in ansia e avendo delle difese contro gli estranei meno resistenti, cedono. Una tecnica molto utilizzata è quella che vede il truffatore sostare con la propria auto al bordo della carreggiata, e con uno specchietto retrovisore esterno, ad esempio, già rotto. Al momento del passaggio della vittima designata, solitamente di un’auto con il solo conducente a bordo, il malvivente gli lancia un oggetto sulla fiancata, forse una pallina da tennis, mentre a volte è lo stesso truffatore che con la mano colpisce la portiera a simulare il tipico rumore d’urto. Ed ecco che l’ignara vittima è costretta a fermarsi per rendersi conto di ciò che gli è capitato, proprio a causa di quel rumore contro la propria auto. In questa fase, il criminale raggiunge l’automobilista per fargli constatare i danni, chiedendo nel contempo un risarcimento, solitamente si tratta di cifre di piccola entità allo scopo di riuscire ad evitare la compilazione di una constatazione amichevole che, ovviamente, il truffatore non ha alcuna intenzione di sottoscrivere. Per riuscire il più rapidamente nell’impresa, cercando di non far troppo riflettere il malcapitato, il truffatore si arma di una scusa, ad esempio quella di avere un ammalato grave in auto, palesando la necessità di doversi allontanare in fretta. Purtroppo, questi malviventi non si preoccupano di farsi scudo di piccoli ignari complici come dei bambini. Altra tecnica utilizzata è quella di inseguire l’automobilista, lampeggiandolo continuamente, emettendo suoni con il clacson per richiamare la sua l’attenzione e invitarlo a sostare, certamente in aree isolate dove altri due complici possono poi agire indisturbati. La prassi è quella del furto con destrezza, durante il quale un criminale intrattiene l’automobilista mentre l’altro si appropria degli oggetti personali presenti nell’auto, mentre atre volte giungono a perpetrare fino a vere e proprie rapine a mano armata. A volte sono anche dei presunti pedoni che cogliendo una situazione favorevole, come il lento movimento di un’autovettura condotta sempre da persone anziane o donne, fingono di essere stati urtati e chiedono modeste cifre per chiudere lì la “partita”. La raccomandazione è quella di non agire mai senza l’intervento della polizia, se ci si dovesse trovare in simil situazioni, si ricorda a tutti gli automobilisti di riflettere bene e con calma prima di assecondare decisioni altrui, per cui si raccomanda di non fermarsi in aree isolate ma di fare cenno loro di andare avanti in luoghi dove sia presente della gente avendo cura di comunicare subito l’evento al personale di polizia fornendo il più possibile indicazioni precise sulla targa e modello del veicolo, per permettere loro di individuare il mezzo e costruire una serialità di comportamento a carico di costoro. State pur certi che alla richiesta di intervento di una Forza di Polizia al 99% dei casi, tali soggetti si allontaneranno il prima possibile. Ciò che desta rabbia è che, purtroppo, in queste situazioni le vittime prescelte sono spesso le persone anziane, reputate dai criminali come possibili soggetti di facile approdo. Ragion per cui, ricordiamo a tutti gli automobilisti e non, di avere massima attenzione e di divulgare, là dove è possibile, tali vicende non avendo timore si renderle pubbliche, perché spesso dopo che ci si rende conto dell’accaduto, cioè di essere incappati in una truffa, il più delle volte si tende ad evitare di parlarne per la vergogna di essere caduti nella trappola, ci si sente sciocchi e si dà il via ai sensi di colpa. Infatti, il più delle volte la rabbia è verso sé stessi per non aver agito come opportuno invece di cedere all’inganno.

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