Protezione Civile e Sicurezza del Territorio

Nell’ambito della sicurezza pubblica, ed in particolare delle azioni volte a preservare l’incolumità delle persone, ricadono anche le attività che oggi in Italia competono al settore della “Protezione Civile”. Come disciplinato ormai da più di un ventennio, queste attività includono, da un lato, la previsione e la prevenzione dei rischi che interessano il territorio e, dall’altro, il soccorso pubblico in caso di emergenze dovute al verificarsi di eventi di origine naturale o antropica (L. n.225/1992 e s.m.i.; D.Lgs. n.112/1998, L. costituzionale n.3/2001, …). In un’ampia prospettiva, pertanto, il concetto di pubblica sicurezza riguarda non solo le attività di polizia, volte a tutelare l’ordine pubblico attraverso il rispetto delle norme di legge, ma anche le attività finalizzate a tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente, dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi quali terremoti, alluvioni, incidenti industriali, incidenti aerei, ecc….
prot civileParlare di “Protezione Civile” significa, dunque, parlare di una “funzione civile” di chi opera in ambito di sicurezza, ossia di prestazioni di interesse pubblico che si rivolgono alla riduzione dei rischi (danni) attesi a seguito di eventi improvvisi e rilevanti di origine idrogeologico, sismico, meteorologico, chimico-industriale, da incidente in fase di trasporto, ecc…. La richiesta di una maggior sicurezza è una caratteristica peculiare di tutti i paesi ad elevato sviluppo economico e tecnologico: ricercare protezione e cura è un bisogno fondamentale dell’individuo e questo viene riportato all’interno dei diversi contesti in cui l’uomo opera (famiglia, lavoro, città, relazioni di gruppo, ecc…). La ricerca di sicurezza rende l’individuo, e la società in generale, esente da pericoli e rischi, in quanto è ampiamente percepito che azioni preventive o di contenimento possono eliminare o rendere meno gravi danni, difficoltà od evenienze spiacevoli. Emergenze naturali o antropiche, poiché eventi improvvisi ed inattesi, possono minare la tranquillità della popolazione mettendo a rischio individui, beni e ambiente non solo da un punto di vista del territorio fisico (edifici, strutture, infrastrutture, …), ma anche da quello sociale ed organizzativo. Ne consegue che le attività volte a rendere il territorio e la popolazione sicuri, a fronte dei possibili danni che si verificherebbero in caso di eventi catastrofici, debbano convogliare all’interno di una disciplina intersettoriale che studia i rischi nelle sue varie forme, individua ed applica strategie per ridurlo o per controllarne le conseguenze sul patrimonio esposto; è in questo contesto che occorre privilegiare soprattutto l’approccio preventivo e non quello emergenziale, al fine di rafforzare la preparazione all’emergenza e la pianificazione degli interventi per la messa in sicurezza del territorio. La riduzione ed il controllo delle situazioni di rischio implicano, infatti, l’analisi e la valutazione di eventi e processi, il monitoraggio e la sorveglianza del territorio, l’identificazione e la messa in opera di misure di protezione e di prevenzione, azioni di breve e lungo periodo.

A differenza della maggior parte dei paesi europei, dove la Protezione Civile è un incarico assegnato a una sola istituzione o a poche agenzie pubbliche, in Italia sono numerose le strutture che si occupano di previsione e prevenzione dei rischi o che intervengono in caso di emergenza, tanto è vero che è stato istituito il “Sistema Nazionale di Protezione Civile” (SNPC). La Protezione Civile italiana, infatti, include una serie di organismi operativi dello Stato, sia di livello centrale che periferico (Prefetture, Ministeri, Vigili del Fuoco, …), nonché l’intero sistema degli Enti Locali (Regioni, Enti di area vasta, Comunità Montane, Comuni, …);

si tratta di un’organizzazione orientata ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza che trovano riscontro in un decentramento amministrativo che favorisce il funzionamento sistemico, la flessibilità operativa, la fattibilità incrementale degli interventi e l’adattabilità ai diversi scenari di rischio possibili. Ciò, da un lato, implica un elevato livello di coordinamento e una forte flessibilità d’azione, dall’altro lato, garantisce un coinvolgimento diretto degli Enti Locali che si occupano in ordinarietà del proprio territorio.
In questo contesto, il Sindaco è Autorità comunale di Protezione Civile ed, in quanto tale, ha grandi responsabilità strategiche e funzionali sia in caso di emergenza sia in caso di ordinarietà.

In emergenza provvede al coordinamento ed alla direzione dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione; ordinariamente, invece, ha competenza in materia di informazione alla popolazione su situazioni di pericolo, di attuazione di attività di previsione e prevenzione, di pianificazione delle emergenze e di coordinamento del Volontariato di Protezione Civile, anch’esso riconosciuto all’interno del SNPC come apposito organismo che regola la partecipazione della società civile alle attività del settore.

L’attività di Protezione Civile è servizio locale indispensabile sin dagli anni ’90 (D.lgs. 504/1992; D.M. 28 maggio 1993) ed, alla luce delle nuove prospettive in ambito normativo, non solo permarrà come funzione fondamentale del Comune, ma l’Amministrazione locale avrà sempre più un ruolo strategico e risolutivo nel panorama amministrativo nazionale. In particolare, l’assetto normativo ed organizzativo del SNPC è stato interessato da importanti riforme nel corso delle XVI e XVII legislature che hanno innovato la disciplina dello stato di emergenza, apportando modifiche al contenuto della Deliberazione dello Stato di Emergenza e delle Ordinanze di Protezione Civile nonché alla durata dello stato di emergenza, ed hanno disposto l’utilizzo prioritario delle risorse statali per il finanziamento delle emergenze ed autorizzato le Regioni colpite da calamità naturali a deliberare l’aumento delle imposizioni tributarie o delle addizionali di propria competenza. E’ attualmente all’esame del Senato il testo unificato di alcune proposte di legge volte a delegare il Governo al riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale e coordinamento della protezione civile; il testo unificato, composto da un solo articolo, delega il Governo all’adozione, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di uno o più decreti legislativi di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti che disciplinano il SNPC e le relative funzioni.
In tale ambito, la rubrica che apre con questo contributo introduttivo si propone di trattare alcuni dei principali temi che afferiscono al settore della Protezione Civile all’interno di una prospettiva evolutiva multidisciplinare, che affronta il tema della tutela dell’incolumità dei beni e delle persone, a fronte di possibili rischi presenti nel territorio, cercando di integrare contributi giuridici, tecnico-scientifici e afferenti alle scienze sociali. Anche nel panorama istituzionale odierno, infatti, è evidente la necessità di fornire riferimenti concettuali e metodologici adeguati ad affrontare in modo integrato i problemi posti da eventi fortuiti ed accidentali che provocano emergenze rilevanti di protezione civile; il raggiungimento di livelli di sicurezza del territorio elevati, nell’ambito dei rischi naturali o tecnologici, richiede il dispiegamento di strategie e azioni che siano esito di una costante ed accurata preparazione. In particolare, con il nuovo assetto giuridico che si sta delineando è sempre più evidente la necessità di una visione processuale e sistemica delle attività di Protezione Civile, in cui contributi tecnici, per i quali esistono metodologie e strumenti consolidati, vengano sviluppati all’interno di approcci partecipativi, riconoscendo così la complessità dell’ambiente sociale coinvolto nella pianificazione e nell’attuazione degli interventi di prevenzione; ciò soprattutto al fine di fornire agli attori delle politiche pubbliche chiavi di lettura ed indirizzi operativi utili per la gestione di un servizio di Protezione Civile pubblico ed efficiente, anche tramite la diffusione di uno spirito civico più responsabile e consapevole.

Licenza Creative CommonsGestione dei rischi e delle emergenze di Simona Caragliato è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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