I volti della “Sicurezza”

Si  fa un gran parlare di “sicurezza”, non essendoci un solo ambito di vita dell’essere umano, e non solo umano,  in cui non ricorra il bisogno di protezione, dove non ricorra la sua necessità. Il bisogno di sicurezza è insito non solo nell’animale uomo ma anche negli esseri umani, guai se non avessero l’istinto alla sopravvivenza e di conseguenza il bisogno di essere rassicurato e di avere un ambiente a sè favorevole.

Sembrerebbe un termine noto, ma davvero ne conosciamo il  significato affinché si concorra alla sua realizzazione? Cogente è, dunque, il dover trattare l’argomento a partire dal significato del termine.

La sicurezza, in senso comune, è la condizione che pone l’individuo nella condizione di sentirsi esente da pericoli e nella possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi, i danni derivanti dai possibili rischi, evenienze spiacevoli, e situazioni negative a sé stessi, agli affetti e a tutto ciò che lo circonda e a cui egli dà valore. Motivo per il quale anche il subire un furto, ad esempio in appartamento,  genera senso di insicurezza, perché viene vissuto, non solo come violazione del proprio ambiente di vita (elemento oggettivo  percepito dall’evento)  ma anche e soprattutto come attentato alla persona stessa (elemento psicologico come traccia soggettiva) poiché il luogo in cui vive, una volta violato, diviene un luogo non più idoneo al riparo dalle insidie del mondo esterno.

Ed ecco che il tema sicurezza si appalesa nei suoi aspetti emotivi, dove il cittadino esperisce, e collettivamente ne viene influenzato sul modo di percepirla, quando accadono determinati fatti che poi i media veicolano ripetutamente. Questo accade, e cioè quando una notizia si trova a minare il senso di sicurezza collettiva, i media, intuendo il senso di interesse partecipato, creano quel circolo vizioso di tensione emotiva e mutuo influenzamento. In altre parole, chi non ha mai notato che se un giorno per pura disgrazia cade un aereo, nei giorni seguenti  i media vagheranno per il pianeta in cerca di informazioni analoghe, proprio perché percepiscono “la comunità” come sensibile all’argomento. Questa ridondanza di informazione sulla caduta degli aerei influirà negativamente sulla percezione della sicurezza presente nel cittadino, circa gli aerei, amplificandolo fino a quando per superare quest’emozione negativa il più decide di “cambiare” canale, e lì s’interrompe il circolo di influenza emotiva.

Perché questa premessa?

Perchè nella collettività, il tema sicurezza è più pregnante nelle questioni legate alla cronaca. L’omicidio, la rapina, i furti sono gli eventi che maggiormente destabilizzano la società, che creano disappunto fermentando le coscienze affinchè gli organi istituzionali diano una precisa risposta e fattiva alla soluzione. Eppure la sicurezza, a ben vedere, non può essere ricondotta alla ricerca di un colpevole, perchè l’evento è già avvenuto e come nel caso dell’omicidio, a meno che non si tratti di un seriale, di fatto si conclude in quell’unico episodio. Ma ci sono situazioni che quotidianamente attentano alla sicurezza delle persone ma che non sono percepite come critiche dai più. Mi riferisco alle questioni legate ad esempio alle seguenti attività:

– commercio

dove la sua disciplina deve tendere, sul piano della sicurezza, ad attuare l’insieme delle misure  amministrative, e tecniche da parte degli apparati di controllo (Polizia Amministrativa) miranti ad assicurare alla collettività il cosiddetto cibo sicuro (ovvero a minimo o nullo rischio microbiologico, chimico, radioattivo, ossia tossicologicamente accettabile).

– edilizia

rientrando nella definizione di sicurezza sociale il controllo preventivo attraverso il rilascio delle autorizzazioni, e la verifica a posteriori,

– salute dei lavoratori

Nell’ordinamento italiano, il diritto dei lavoratori all’igiene e alla sicurezza  nei luoghi di lavoro trova espresso fondamento nella Carta costituzionale, negli art. 32 e 41 Cost. che tutelano la salute, non solo in quanto fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, ma anche come limite al libero esercizio dell’iniziativa economica privata, concorrendo, in base a questi principi  il correlato obbligo di ricorrere alla migliore scienza ed esperienza, attribuendo al datore di lavoro una funzione di garanzia in ordine alla realizzazione della tutela della salute e della s. del lavoratore. La genericità dell’obbligo di s. è disposto dall’art. 2087 c.c. ha presto evidenziato la necessità di integrare il quadro normativo con disposizioni più specifiche e più tecniche. Così, ha portato il legislatore alla emanazione del d. lgs. n. 81/2008, che si configura come un Testo Unico in materia che mira a realizzare un sistema di prevenzione attraverso la valutazione, la riduzione e il controllo costante dei fattori di rischio per la salute e la s. dei lavoratori. Il campo di applicazione della normativa è esteso a tutti coloro che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici o familiari.

Salute implica anche, per le Polizie e per quanti svolgono una professione o attività front-office di essere tutelati e di tutelarsi dal rischio aggressioni, ovvero dall’ansia di sentirsi non in sicurezza. Ecco che si torna al punto di partenza in un circolo dove l’uomo se non si sente al sicuro nei suoi ambienti vitali prova ansia, si l’insicurezza genera ansia e l’ansia a lungo andare genera stress e lo stress fa ammalare mente e corpo.

Dunque la sicurezza è un bene supremo e che per tale va tutelato, in quanto rappresenta la realizzazione e la tutela sull’integrità dell’uomo stesso sia dal punto di vista fisico che psicologico.

E questo è l’ambito in cui cercheremo di contribuire, attraverso vari professionisti, a far si che si parli e si produca sicurezza con l’uomo e per l’uomo. Qui, importante il contributo dei media, di quei giornalisti che devono eticamente veicolare informazioni corrispondenti all’oggettiva situazione, cercando di non utilizzare sistemi di divulgazione di massa al solo scopo di ottenere odiens ma di dare giusta divulgazione affinchè ogni uomo sia edotto e partecipe del sistema sicurezza.

 

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