“Non Stordirti c’è la Tua Vita in ballo!”

  Osservando gli spot televisivi, costituiti molto spesso da immagini di incidenti stradali molto cruenti, in qualche modo, mi sono convinta che tali esposizioni non abbiano a sortire l’effetto di  una reale comprensione conseguente l’ “introiettamento”  (digestione di una esperienza e sua fissazione) dei rischi connessi nel tenere precisi comportamenti alla guida. Anzi, sul piano razionale parrebbe esserci una coscienza e dunque la valutazione che gli incidenti stradali non siano semplicemente il frutto di una casualità negativa del tutto fortuita ma che, al contrario, sia determinato da fattori di negligenza o imprudenza,  da parte dell’individuo alla guida. A questo si aggiunga che il confrontarsi con una immagine televisiva potrebbe sempre rimandare al contesto di una “fiction”, e nella migliore delle ipotesi, rimanere l’impatto di un qualcosa di negativo che per fortuna è capitato ad altri e non a me. Inoltre, ho potuto osservare come, a tutt’oggi, gli unici strumenti approntati a livello preventivo sono, invece, di carattere repressivo: controllo notturno da parte delle Forze di Polizia sui conducenti alla guida nei pressi di locali da ballo e zone della “movida”. Eppure in riferimento alle statistiche sull’incidentalità giovanile i dati mostrano ancora un alto numero di mortalità conseguente la guida in stati di alterazione psicofisica fra i giovani. Grazie al  Comando di Polizia Municipale di Pescara che, in collaborazione con L’Automobile Club Pescara, ha permesso di realizzare degli eventi su un modello educativo ragionato negli anni. Il progetto ha visto realizzare un’attività di educazione  stradale  rivolta ai ragazzi/e di età compresa tra i 17 anni e i 19 anni. La presente fascia di età è stata scelta sulla base dell’idea che questi rappresentino  sia i neopatentati che coloro che si apprestano al conseguimento della patente di guida,  ma che hanno o avranno già modo di seguire le attività di intrattenimento presso locali danzanti e che per tale possono subire comunque i comportamenti devianti alla guida in qualità di passeggeri. Per questa ragione si è pensato possano  costituire un numero statisticamente importante, anche ai fini della prevenzione per la sicurezza stradale. L’idea alla base di questo “esperimento” è quella che vede una  “porta emozionale” come canale per memorizzare scelte comportamentali alla guida errate, che potrebbero avere conseguenze irreversibili. In altre parole si tratta di creare un minimo livello di Post Traumatic Stress in modo che i ragazzi, possano memorizzare a livello emozionale, certe informazioni, bypassando i canali soliti d’informazione su cui si basano i sistemi educativi, ovvero il docente che informa e l’allievo che ascolta. Osservando come gli spot veicolanti immagini cruente perdano effetto per la ricorrenza dell’oblio e/o della “rimozione” di ciò che ci disgusta, qui l’assunto di base è rimemorare, dopo aver sperimentato un emozionarsi attraverso l’empatia, con figure reali che intervengono sui luoghi di un sinistro e le persone che ne sono rimaste irrimediabilmente offese.  Ci si aspetta cioè, che un dì si attivi, per effetto di una qualche circostanza analoga pre-vissuta, nella mente del ragazzo esposto all’evento progettuale, per effetto di un elemento associato a quel ricordo ripresentandosi il quale riattivi la riflessione maturata circa i comportamenti a rischio, in altre parole che si attivi il ricordo dell’emozione e su cui si è riflettuto e che poi ha generato una razionalità, maturata in quella esperienza, su cosa è bene fare per non trovarsi nella stessa condizione di stress sperimentato.

In che cosa consiste questo nuovo modello di educazione alla sicurezza stradale?

Intanto, si utilizzano gli stessi canali comunicativi dei giovani e gli ambiti in cui essi possono apprendere più facilmente modelli comportamentali devianti, come l’uso di alcool e droghe. Tali canali vedranno a livello logistico un ambiente adibito a discoteca con musica e colori. 11169783_10204400596758253_1975307308236659034_oQuesti eventi vedranno la partecipazione di soggetti attivi (i ragazzi che vivono l’ambiente discoteca, gli organi che intervengono sull’incidente a partire dal soccorso alla persona come Vigili del Fuoco e personale del 118, agli organi di Polizia Stradale (in questo caso Polizia Locale e Carabinieri) ed ai soggetti rimasti colpiti da un evento di incidentalità stradale (i familiari delle vittime, i giovani rimasti coinvolti nelle “stragi del sabato sera”  purtroppo rimaste invalide).  Lo scopo è quello di creare un rapporto empatico con gli operatori della sicurezza che si trovano a vivere emozionalmente, per quanto vogliano essere freddi e distaccati, gli effetti purtroppo devastanti di un incidente stradale. Elementi del progetto sono, dunque, un ambiente teatro/discoteca, un dj apprezzato fra i giovani o personaggio televisivo con spiccata propensione alla comunicazione della tematica, in modo da rendere al massimo coinvolgente e realistica l’attività ludica di divertimento. Più saranno intense e reali le emozioni vissute nella prima fase di divertimento e maggiormente la seconda fase di somministrazione di esperienze dirette da parte degli operatori creerà emozioni diametralmente contrapposte. Insomma, uno spaccato di vita del sabato sera che potrà vedere come conseguenza la tragica fine di una vita o la sua modificazione nelle funzioni quotidiane, sopraggiunte, non per una fatalità, ma per non aver pensato bene ad usare la testa prima di porre in essere comportamenti ad alto rischio, comportamenti che sono si vietati alla guida, ma proprio perché mettono in pericolo le loro vite e quelle degli altri. 11209439_10208082835378845_2997033924094558781_n Il progetto è stato realizzato per la prima volta a Pescara con due eventi dove al termine degli stessi sono stati somministrati dei questionari anonimi, nel caso specifico circa 600 studenti su una popolazione di quella fascia di età di circa 1800. I questionari hanno avuto lo scopo di  monitorare:

  1. la PERCEZIONE del RISCHIO verso comportamenti non conformi alle normative del codice della strada e alle buone pratiche, nonchè e la PROPENSIONE A SOLUZIONI ALTERNATIVE ALLA GUIDA della propria auto per un rientro sicuro;
  2. la valutazione delle AZIONI DI CONTRASTO messe in atto dalle istituzioni al fine di contrastare l’incidentalità;
  3. l’ESPERIENZA propria in relazione a comportamenti pericolosi per la guida;
  4. la valutazione complessiva percepita dell’evento.

Le risposte fornite potevano oscillare nell’intervallo da 1 a 3 dove a valori inferiori  corrispondevano situazioni di rischio o non conformità con il codice della strada, mentre a valori superiori prudenza o conformità con i dispositivi di legge. Dalla rappresentazione dei risultati circa la percezione del rischio si è potuto notare il netto miglioramento delle risposte ricevute nei questionari IN USCITA in termini di maggiore prudenza nel reputare dannosi taluni  comportamenti soprattutto in riferimento alla guida facendo uso del cellulare la cui media migliora di 0,41 punti da 2,15 a 2,56 (la percezione alta del rischio è passata dal 31% degli intervistati al 60%). L’analisi dei questionari FINALI, somministrati ad un mese dall’evento, hanno evidenziato una tenuta “moderata” nel medio-lungo periodo dell’efficacia formativa dell’evento circa percezione del rischio e sulla propensione ad utilizzare soluzioni alternative alla guida. Questo dato certifica che l’impatto emozionale non è stato tale da generare i pericoli di “rimozione” delle informazioni associate a situazioni a cui si tende di norma a dimenticare, quali possibili fattori di rischio, proprio perché si è a conoscenza che un giovane, tendenzialmente e per fortuna, proprio per la connaturale apertura alla vita come divenire, non convive con  l’idea di  morte come situazione possibile. Quel che preme sottolineare è che,  dall’analisi dei questionari,  si evince un miglioramento significativo nell’abitudine di avere allacciate le cinture di sicurezza posteriori, la cui significativa importanza nasce proprio dall’esposizione ad immagini video relative. Sarebbe stato interessante sottoporre gli stessi ragazzi, ad un anno dall’evento, o anche più,  a questionari affinché si potesse verificare quanto sia stata effettivamente raggiunta una  modifica comportamentale alla guida, comparata all’anno precedente, in modo da misurare l’efficacia a lungo raggio di quella giornata in discoteca dove si erano recati credendo di dover  ascoltare e dove, invece, hanno vissuto pienamente e sulla loro pelle una esperienza di gioia e dolore. IMG_26711Licenza Creative CommonsDiritti Riservati.

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